Nuovi Avvisi pubblicati su PA Digitale 2026 per l'adeguamento tecnologico degli sportelli unici. Tra i soggetti ammessi, ancora una volta, anche le Province come enti terzi.
Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha pubblicato su PA Digitale 2026 sei nuovi Avvisi finanziati con fondi PNRR, per un totale di 33 milioni di euro, destinati all'aggiornamento tecnologico delle piattaforme degli Sportelli Unici per le Attività Produttive (SUAP) e degli Sportelli Unici per l'Edilizia (SUE). Cinque Avvisi riguardano l'adeguamento delle piattaforme SUAP alla nuova versione delle Specifiche tecniche di interoperabilità; il sesto è dedicato al SUE, con una terza edizione rivolta ai Comuni che non avevano partecipato alle precedenti tornate o non avevano completato le attività previste.
Le risorse per il SUAP superano i 19 milioni di euro, che si aggiungono ai circa 60 milioni già assegnati con i bandi precedenti sulla stessa misura PNRR (2.2.3, Digitalizzazione delle procedure). Per il SUE lo stanziamento è di 14 milioni. La scadenza per presentare le domande, per tutti gli Avvisi, è fissata al 27 luglio 2026 alle 23:59.
La parte che mi interessa di più, e che vale la pena sottolineare, è l'elenco dei soggetti ammessi. Accanto a Regioni e Comuni, titolari delle piattaforme SUAP, il Dipartimento indica esplicitamente come beneficiari anche gli "Enti Terzi" coinvolti nei procedimenti: uffici tecnici comunali, Province, Città metropolitane, ASL, ARPA. È una precisazione che a un lettore distratto può sembrare secondaria, ma che per chi si occupa di organizzazione degli enti locali da anni ha un peso specifico.
Lo dico da ex consulente UPI, dopo diversi anni passati a lavorare con le Province italiane sui loro processi di digitalizzazione: le Province sono spesso rimaste ai margini dei grandi bandi PNRR pensati principalmente per i Comuni, pur essendo parte integrante della catena dei procedimenti amministrativi che riguardano imprese e cittadini. Il SUAP, in particolare, non è quasi mai un affare esclusivamente comunale: le Province intervengono come enti terzi in numerosi procedimenti (autorizzazioni ambientali, viabilità, pareri di competenza provinciale) e un'interoperabilità reale tra i sistemi informativi non può prescindere dal loro coinvolgimento tecnico.
"Contribuiranno a costruire una Pubblica amministrazione più moderna, digitale e vicina ai cittadini, capace di governare le tecnologie mettendo al centro l'uomo" — Paolo Zangrillo, Ministro per la Pubblica Amministrazione.
La dichiarazione del Ministro va nella direzione giusta sul piano dei principi. Resta però, come sempre, la questione della capacità amministrativa: 19 giorni (dalla pubblicazione di questo articolo alla scadenza del 27 luglio) sono pochi per strutturare una candidatura che richiede coordinamento tra uffici tecnici, responsabili della transizione digitale e, in molti casi, il confronto con i Comuni convenzionati. Le Province che hanno già investito in una funzione di innovazione digitale interna, magari valorizzando le proprie unioni di scopo o i progetti di rete come Pi.Co, partono in vantaggio. Le altre rischiano, ancora una volta, di scoprire l'opportunità a bando quasi chiuso.
È un tema che ho visto ripetersi con una certa regolarità: le risorse ci sono, i tempi sono stretti, e la differenza la fa chi ha già una struttura organizzativa pronta a intercettarle. Per questo, più che l'ennesimo comunicato su nuovi milioni disponibili, trovo utile leggere questo Avviso come un promemoria: la vera partita della digitalizzazione delle Province non si gioca (solo) sui bandi, ma sulla capacità di presidiare stabilmente questi processi, con competenze interne e una visione di medio periodo che vada oltre la singola scadenza PNRR.
I dettagli operativi dei sei Avvisi sono disponibili sul portale di progetto suapsue.gov.it, mentre le domande vanno presentate tramite l'area riservata di PA Digitale 2026.